Combatti la carie! – Parte Prima: La componente ereditaria

Combatti la carie! – Parte Prima: La componente ereditaria

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L’ereditarietà condiziona la possibilità di sviluppare la carie.
Conoscere quali sono i fattori genetici che aumentano il rischio carie per prevenire futuri problemi.

L’aspetto ereditario nella carie

La carie è una malattia multifattoriale, dovuta principalmente ai batteri presenti in bocca, alla dieta e all’ereditarietà genetica.
L’ ereditarietà genetica è la trasmissione di determinati caratteri da una generazione all’altra. 
E’ il bagaglio genetico lasciatoci dai nostri genitori che noi trasmetteremo ai nostri figli.
Seppure non è possibile al momento modificare questi caratteri, riconoscere la componente ereditaria serve per potere mettere in atto un’efficacie prevenzione.

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Cosa influenza l’eredità genetica?

I geni hanno un ruolo nel predisporre l’insorgere della carie.
E’ bene ricordare che fortunatamente sono solo un aspetto del complesso meccanismo che porta alla formazione di lesioni dentarie.
Quindi lavorando sulle altre componenti è possibile ridurre la loro influenza nella formazione della carie.
Nello specifico cosa influenzano i geni?
Possono condizionare la formazione dello smalto e della dentina, la sensibilità al gusto del dolce, la risposta immunitaria ai batteri presenti in bocca e il tipo di saliva che produciamo.

I geni e la formazione del dente

I geni hanno un ruolo fondamentale nella corretta formazione dei denti da latte e dei denti definitivi.
Intervengono nel processo di formazione dello smalto e della dentina, condizionando anche la risposta dello smalto all’insulto acido e alla presenza di fluoro.
L’alterazione dei geni preposti alla formazione dei denti può causare:

Dentinogenesi imperfetta

E’ una patologia causata dell’alterazione della formazione della dentina che causa anomalie del dente da latte e deciduo.
Esistono diversi gradi di gravità, dal semplice alterazione del colore dei denti (di solito marrone/bluastro) fino alla presenza di denti globulari con radici difformi.
La prevalenza è circa di un caso ogni 6000-8000. E’ una malattia con trasmissione autosomica dominante, quindi almeno un genitore ne è affetto.

– Amelogenesi imperfetta

E’ una patologia causata da un alterazione dello smalto dei denti.
Questo può essere ipoplasico e/o ipomineralizzato (cioè incompleto e/o poco mineralizzato).
Si possono vedere, quindi, macchie di colore lattescente o marroni e interruzioni dello smalto.
Spesso i denti sono sensibili e vanno incontro a frattura.
La prevalenza varia tra un caso su 700 e un caso su 14.000. Questa malattia può presentarsi sporadicamente oppure trasmettersi in maniera autosomica dominante (almeno un genitore malato), autosomica recessiva (cioè il genitori possono non essere malati ma portatori sani) o legata al sesso (cioè ai cromosomi che determinano il sesso del bambino).

Un aumento della suscettibilità dello smalto all’attacco acido

I geni posso determinare una risposta differente dello smalto all’acidità che si crea nel cavo orale, rendendo alcuni individui più a rischio rispetto ad altri.
Lo smalto colpito può variare: in alcuni casi è più debole lo smalto dei solchi, in altri casi sono a maggiore rischio le pareti dei denti.

Risposta alterata al fluoro

Il fluoro a basse concentrazioni serve a prevenire la carie, limitando i danni dei denti.
L’espressione di alcuni geni riduce la risposta dello smalto al fluoro, riducendone il suo effetto preventivo.

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Fortunatamente l’aumento della suscettibilità alla carie e la minore risposta al fluoro non è detto che si manifestino sia sui denti da latte sia sui denti decidui.
L’ereditarietà della carie nel dente da latte varia dal 54% al 70% dei casi. Questo significa che almeno un caso su due di carie nel bambino sono dovuti a componenti genetiche, fino ad arrivare nelle statistiche peggiori a due casi su tre.
Nel dente definitivo la componente ereditaria influisce meno, essendo responsabile dal 35% al 55% dei casi.

Il gusto del dolce

Il nostro corredo genetico influisce anche sulla gratificazione che percepiamo nel mangiare cibi dolci.
Alcuni individui sono indotti a ricercare il gusto del dolce nei cibi e quindi sviluppare abitudini alimentari volte ad aumentare il contenuto di zuccheri.
Questa predisposizione e la conseguente dieta con alto contenuto di zuccheri aumentano la presenza della carie.
In questo caso si può però contrastare l’inclinazione alla ricerca degli zuccheri con una corretta cultura alimentare.
Infatti la componente genetica può essere limitata dai fattori ambientali (cioè dall’insegnamento ad una corretta alimentazione da parte della famiglia).

La risposta immunitaria e la saliva

Gli ultimi aspetti che possono essere condizionati dai geni sono la nostra risposta immunitaria e la qualità della saliva.
Nel cavo orale esistono batteri, come lo streptococcus mutans, ritenuti responsabili dell’ attacco acido e della conseguente formazione di carie.
Alcuni individui hanno una ridotta risposta immunitaria, che permette la proliferazione nel cavo orale di batteri aggressivi, aumentando il rischio di lesioni precoci e reiterate sui denti.
Inoltre anche la composizione della saliva può essere influenzata dai geni, producendo una saliva in cui saranno meno presenti o meno efficaci proteine utili per proteggere i denti.
La più famosa è la lattoferrina, che è una proteina con funzioni antimicrobiche (cioè distrugge i batteri presenti nel biofilm).
Sembra, però, che l’alterazioni sulla funzionalità delle proteine salivari coinvolga un mix di proteine, rendendo difficile la comprensione di quali sono quelle colpite dall’ereditarietà.

Fonti:

https://onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1111/adj.12262

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25612913

https://www.orpha.net/consor/cgi-bin/OC_Exp.php?lng=IT&Expert=49042

https://www.orpha.net/consor/cgi-bin/OC_Exp.php?Lng=IT&Expert=88661