Fluoro si o no? Tutti i motivi per usarlo o evitarlo, spiegati dalla scienza

Fluoro si o no? Tutti i motivi per usarlo o evitarlo, spiegati dalla scienza

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Il fluoro è utilizzato da decenni per prevenire la carie, ma soltanto il suo corretto utilizzo è efficace per diminuire l’incidenza di questa malattia. Altrimenti si rischia di creare solo danni.

Il fluoro

L’uso del fluoro è la pratica più diffusa al mondo per contrastare la carie.
Non tutti i suoi usi sono corretti, rischiando di non avere benefici e di creare danni.
In questo articolo affronteremo i suoi principali impieghi, dalla fluorizzazione delle acque potabili ai dentifrici.

La fluorizzazione delle acque

Il fluoro è stata una delle più famose scoperte nel campo delle cure dentali e la fluorizzazione delle acque è l’esempio della prima campagna pubblica di prevenzione di massa.
E’ utile l’uso del fluoro nella prevenzione delle carie?
Dai primi anni del 1900 una serie di studi dimostrarono come la presenza di fluoro nell’acqua potabile riducesse l’incidenza di carie nei bambini di età scolare.
A seguito di questa scoperta nel 1950 gli Stati Uniti decisero di introdurre il fluoro nelle rete di acqua potabile.
La stessa iniziativa fu presa da circa altri 30 paesi industrializzati, alcuni dei quali ancora oggi la mantengono, mentre in Italia non fu mai introdotta questa pratica.
Ad oggi circa 350 milioni di persone nel mondo consumano abitualmente acqua fluorata.

Altri prodotti commercializzati con il fluoro

A integrazione della fluorizzazione idrica vennero commercializzati dentifrici, integratori e cibi arricchiti con fluoro fin dal 1955.
Negli anni 70 l’argomento fluoro era un tema ricorrente nella ricerca in campo dentale, cercando di dimostrare il potere protettivo dell’assunzione del fluoro per bocca.
L’idea alla base era che il fluoro, durante la formazione dei denti, si legasse allo smalto rendendolo più resistente all’attacco acido grazie alla formazione di fluorapatite.
A supporto di questa teoria vi erano (e vi sono ancora oggi) numerosi studi che registravano una diminuzione del numero di carie nei bambini.

Gli effetti negativi del fluoro: la fluorosi

Ma il fluoro crea danni ai denti?
Purtroppo la risposta a questa semplice domanda è stata per anni disattesa o minimizzata.
Determinate concentrazioni di fluoro assunte durante la formazioni dei denti causano una patologia detta fluorosi.
La fluorosi è una malattia dei denti con diverso grado di gravità in cui si sviluppa uno smalto malformato e poroso.
Possono essere presenti semplici macchie bianche fino a macchie marroni e denti non completamente formati con rischio di frattura degli stessi.
Ma l’effetto dannoso del fluoro è legato alla sua ingestione non all’uso topico (cioè locale)!
La fluorosi è strettamente legata all’assunzione giornaliera di fluoro durante i primi otto anni di vita, con concentrazioni superiori a 1.0 ppm e aumentando notevolmente il rischio a partire da 3.0 ppm.
Nacquero così numerose campagne contro l’uso del fluoro sia a livello sistemico (cioè il fluoro ingerito attraverso la dieta) sia a livello topico (cioè dentifricio, sciacqui e altro che non comportano l’ingestione di fluoro).

Grave fluorosi
Fonte: https://www.sciencedirect.com/topics/biochemistry-genetics-and-molecular-biology/dental-fluorosis

Il fattore confondente: le fonti multiple di fluoro

Il fluoro è presente naturalmente nelle acque e nel cibo.
In Italia la media del fluoro nelle acque minerali è di 1,5 ppm e si trova in cibi comunemente utilizzati come pesce, tè, frutta secca, cerali integrali e alcuni formaggi. In alcuni stati è aggiunto al latte per neonati e nel sale.
E’ presente in pesticidi e diserbanti, che spesso contaminano il cibo in commercio.
Un’ altra via di assunzione è quella legata all’uso topico di prodotti come dentifrici,gomme da masticare e sciacqui.
Infine in passato veniva spesso prescritto dai pediatri come integratore per la crescita del bambino.
Quindi l’esposizione al fluoro non è solo legata alla fluorizzazione delle acque e si somma un’ assunzione sistemica ad un’assunzione topica.
Questa sovrapposizione è il fattore confondente che ha giustificato l’uso del fluoro sistemico per anni, nonostante i rischi di insorgenza di fluorosi.
Negli anni 90 uno studio ha finalmente chiarito il corretto uso: l’unico uso giustificato del fluoro per ridurre la carie è quello topico.

L’uso corretto del fluoro

Il fluoro usato in maniera localizzata è invece in grado di ridurre in maniera considerevole il rischio carie, senza dare rischio fluorosi.

Il suo meccanismo è triplice:
Promuove la rimineralizzazione dei tessuti del dente intaccati dagli acidi
Ostacola i processi di demineralizzazione creando uno strato di fluorapatite superficiale più resistente (mentre usando il fluoro per via sistemica la fluorapatite che si formava era più profonda e meno efficace contro l’insulto acido)
Svolge un’ azione antibatterica contrastando la placca presente nel cavo orale

E’ possibile associare un uso domiciliare dei prodotti fluorati, come dentifrici e sciacqui, ad altri, come vernici, gel o biomateriali, utilizzati presso lo studio medico.
La scelta dipende dal rischio carie del soggetto e dall’età.
Fino a sei – otto anni si deve prestare attenzione al rischio di ingestione quotidiano da parte del bambino di dentifricio contenente fluoro.

Per questo ci sono due strategie:
-Utilizzare un dentifricio da bambino senza fluoro o a basso contenuto di fluoro (con l’eruzione dei denti da latte dovrebbe essere utilizzato un dentifricio contenente fluoro per proteggere i denti da latte dalla carie)
-Utilizzare un dentifricio con normale contenuto di fluoro riducendone la quantità e sotto controllo del genitore ( per evitare costanti ingestioni da parte del bambino)

Per approfondire il tema prevenzione clicca qui

Conclusioni

Non è quindi dimostrata l’utilità della fluorizzazione delle acque e l’assunzione di integratori come compresse di fluoro o latte per l’infanzia arricchito per prevenire la carie, mentre è dimostrato come all’aumentare dell’assunzione del fluoro aumenti il rischio fluorosi.
Il periodo critico arriva fino ai sei – otto anni di vita, dopo i quali il rischio è inesistente.
E’ utile quindi evitare l’ingestione quotidiana di fluoro durante le fasi di spazzolamento nei primi anni di vita.
L’uso di dentifrici a basso contenuto di fluoro (intorno alle 500 ppm) e la supervisione da parte del genitore sembra essere la scelta migliore.
Dopo i 6 anni si deve utilizzare un dentifricio con più alto contenuto di fluoro (almeno 1000 ppm).
In caso di rischio carie elevato si possono usare dentifrici ad alto contenuto di fluoro e trattamenti specifici presso il proprio dentista.

Fonti:

https://journals.sagepub.com/doi/full/10.1177/0022034519831604?url_ver=Z39.88-2003&rfr_id=ori%3Arid%3Acrossref.org&rfr_dat=cr_pub%3Dpubmed

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24719570

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4058575/

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26092033

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11109209

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15725518

https://www.epicentro.iss.it/cavo_orale/nota

http://www.ama.ba/index.php/ama/article/view/184/pdf_29

http://www.medicinaoral.com/pubmed/medoralv14_i2_p103.pdf

https://www.aimu.us/2017/08/15/fluorosis-causes-diagnosis-management-and-prevention/